COMUNICATO STAMPA

Che fare quando il gioco diventa malattia

Secondo il rapporto Eurispes 2007, in Italia i giocatori patologici sarebbero 700 mila, di cui l'85% maschi e il 51% di età compresa tra i 40 e i 50 anni. Persone per le quali il gioco d'azzardo non è un innocuo appuntamento con la schedina per sognare di cambiare la propria vita con poca spesa e un pizzico di fortuna, ma una vera e propria patologia che ha serie ripercussioni sulla vita familiare, finanziaria, professionale e sociale di chi ne è colpito.
Il "Gioco d'azzardo patologico" (G.A.P.), infatti, è il sintomo di una malattia psichica compulsiva, ma il "malato di gioco" può essere curato. E anziché essere colpito dalla condanna sociale deve essere informato per trovare aiuto, curarsi e prevenire possibili ricadute.
Di questi problemi si parlerà domani, giovedì 29, alle 21 nel corso dell'incontro "Quando il gioco non è più gioco. Storie ed esperienze di un fenomeno sottovalutato: il gioco d'azzardo patologico", organizzato dal Servizio G.A.P. dell'ASL TO 2 di piazza Montale 10 nell'ambito della rassegna della Circoscrizione 5 "Ci vediamo all'Isabella" (Centro culturale Principessa Isabella, via Verolengo 212). Insieme alla dott.ssa Luciana Pelloni, responsabile dell'ambulatorio, interverranno gli altri professionisti dell'équipe.

Il Servizio GAP di piazza Montale 10
L'Ambulatorio per il Gioco d'Azzardo Patologico di Piazza Montale 10 dipende dall'U.O.A. Patologie da Dipendenza diretta dal dott. Emanuele Bignamini. Insieme all'Alcologia e al Centro Antifumo, fa parte del Servizio per le Dipendenze da Sostanze Legali e Comportamento.
Attualmente l'ambulatorio è aperto al pubblico con attività di accoglienza il lunedì in orario 10 - 13 e 14 - 18, e dalle ore 18 alle ore 20 per l'attività terapeutica di gruppo. L'accesso è diretto, non occorre la richiesta del Medico di Base, le prestazioni non sono soggette a ticket, per il primo colloquio non ci sono attese e sono garantiti anonimato e privacy.
L'équipe è multi-professionale: due psicologhe, due educatori professionali, medici psichiatri, un'assistente sociale, un esperto finanziario esterno che collabora come volontario. I trattamenti, rivolti sia al paziente, sia ai famigliari, si sviluppano in vari ambiti attraverso percorsi educativi-informativi e psicoterapeutici (individualmente, con i famigliari, in gruppo).
Il primo caso trattato risale al 1999; nel 2007 si sono registrate circa 30 nuove richieste di aiuto e attualmente (maggio 2008) i pazienti seguiti con un programma terapeutico risultano 43 (34 uomini e 9 donne).
Complessivamente i pazienti che hanno usufruito di un trattamento presso l'Ambulatorio G.A.P. di piazza Montale sono oltre un centinaio. L'età è compresa tra i 25 e i 73 anni, il 70% ha una occupazione stabile, il 22% precaria (cassa integrazione, mobilità, congedo straordinario..) e l'8% è pensionato o casalinga. Rispetto all'istruzione, la distribuzione è del 5% scuola elementare, 67% scuola media inferiore, 7% scuola professionale, 8% diploma di maturità e 3% laurea.
Infine, l'82% dei pazienti si dedica di preferenza alle slot-machines e il 18% alle scommesse ippiche, ai giochi di fortuna come lotto, superenalotto e lotterie istantanee.