COMUNICATO STAMPA

  Prevenzione malattie infettive tra i profughi
del centro CRI di Settimo grazie
alla collaborazione dell'Amedeo di Savoia

Si è conclusa all'Ospedale Amedeo di Savoia l'operazione di screening per le principali malattie infettive - dalla TBC alle parassitosi intestinali - che ha riguardato il gruppo di circa 80 profughi, per lo più somali, ospitati da fine giugno nel Centro polifunzionale della Croce Rossa di Settimo Torinese. L'iniziativa, partita da una richiesta del dott. Raffaele Pepe, responsabile sanitario regionale della CRI, ha trovato la piena collaborazione della Direzione sanitaria dell'Amedeo di Savoia che ha messo a disposizione competenze e operatori dell'ospedale, centro regionale per le malattie infettive.
"E' una operazione che ha convolto medici e operatori del Laboratorio di microbiologia e virologia e del Dipartimento di Malattie infettive - spiega il direttore dell'ospedale Paolo Mussano - Si è cominciato con alcuni incontri per sensibilizzare queste persone sul problema delle malattie infettive e sulla importanza di diagnosticarle e curarle. Al tempo stesso è stato spiegato che essere malati non significa essere espulsi ma, al contario, poter essere aiutati e curati".
Tutti gli 80 profughi, uomini, per lo più tra i 20 e i 30 anni, hanno dato il loro consenso a sottoporsi agli esami, primo tra tutti quello per la tubercolosi, malattia ad alto rischio per le popolazioni migranti che, come nel caso dei profughi ospitati a Settimo, prima di approdare nel centro CRI hanno vissuto per mesi in precarie condizioni igieniche. "I test - conclude Mussano - hanno consentito una diagnosi precoce di alcune malattie permettendo di avviare le cure necessarie senza togliere queste persone dal loro gruppo sociale".