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COMUNICATO
STAMPA
Una
mostra fotografica per raccontare
oltre 100 anni di storia dell'Amedeo di Savoia
"Ospedale
Amedeo di Savoia ieri, oggi e domani" è il titolo della
mostra fotografica che si inaugura alle 17,30 di domani, mercoledì
18 marzo, all'Ecomuseo urbano della Circoscrizione 4 in via Medici 28.
Saranno presenti Giulio Fornero, direttore generale ASL TO2, Paolo Mussano,
direttore sanitario dell'Ospedale Amedeo di Savoia, e Guido Alunno,
presidente della Circoscrizione 4. La mostra resterà aperta fino
al 14 aprile (martedì e giovedì 9 -12, mercoledì
14 - 16; possibilità di visite guidate per le scuole su appuntamento
al numero 011.442.8420).
Curata
dalla SC Relazioni Esterne dell'ASL TO 2 (azienda cui fa capo l'ospedale
di corso Svizzera 164), la mostra racconta attraverso immagini e documenti
gli oltre 100 anni di attività dell'Amedeo di Savoia: dal disegno
realizzato per la sua costruzione nel 1892, alla realtà odierna
che lo vede centro di riferimento regionale per la cura delle malattie
infettive e più attrezzato presidio ospedaliero del Piemonte
per la cura e l'assistenza dei malati di AIDS, sede della Scuola di
specializzazione in Malattie infettive della Facoltà di Medicina
di Torino e di attività di ricerca nel campo medico infettivologico,
fino al progetto del nuovo padiglione per le malattie infettive che
sorgerà nell'area sud-ovest del comprensorio.
In tutto 60 immagini provenienti dall'archivio storico dell'ospedale,
dall'album di famiglia di medici e famigliari o da fotografi professionisti.
Immagini curiose o toccanti che documentano la vocazione per le malattie
infettive dell'Ospedale Amedeo di Savoia e, al tempo stesso, la storia
della città e l'evoluzione della pratica medica.
L'ospedale fu progettato infatti alla fine dell'800 quando, per far
fronte alle epidemie di vaiolo e colera che avevano colpito Torino nel
1884, il Municipio decise di realizzare una nuova struttura per permettere
l'isolamento dei malati contagiosi. Alla raccolta di fondi volle partecipare
(con 160.000 lire) anche il re Umberto I e l'ospedale fu intitolato
al suo defunto fratello, il Principe Amedeo di Savoia.
La mostra documenta la vita dell'ospedale dal 1900 quando, il 1°
gennaio, l'Amedeo di Savoia aprì al pubblico. Una storia scandita
dai volti dei protagonisti: medici e pazienti; familiari in visita,
che osservano i loro cari attraverso i finestroni costruiti per permettere
un contatto visivo senza rischiare il contagio; gerarchi fascisti, schierati
durante l'inaugurazione di un nuovo padiglione negli anni 30; bambini
ricoverati nel reparto pediatrico, in funzione fino al 1975; suore del
Cottolengo, che hanno prestato la loro opera in ospedale fino alla nascita
del Servizio Sanitario Nazionale.
Ma la mostra diventa anche un documento della storia della città:
dal progetto dell'ing. Prinetti per costruire un nuovo ospedale lontano
dall'abitato, sulle rive della Dora dove la direzione dei venti assicurava
"di disperdere eventuali possibilità di contagio",
alle prime avvisaglie della 2° guerra mondiale, alla alluvione del
2000, al futuro aspetto dell'Amedeo di Savoia visto dalla pista ciclabile
che corre lungo la Dora.
E, contemporaneamente, le fotografie permettono di ricostruire l'evoluzione
della medicina e dei cambiamenti affrontati da chi lavora in un ospedale
specializzato in malattie infettive: la cura d'aria cui, prima della
scoperta degli antibiotici, venivano sottoposti i malati di tubercolosi
nei loggiati affacciati sul grande parco; le rudimentali attrezzature
del laboratorio d'inizio 900 e le attuali sofisticate tecnologie dei
laboratori di Virologia e Microbiologia; il documento che attesta come
alla fine degli anni 30 il maggior numero di ricoveri in ospedale riguardasse
tubercolosi, morbillo, scarlattina, pertosse, varicella, parotite e
poliomelite; la diagnosi del primo caso di AIDS in Piemonte effettuata
nel 1984. Il resto è storia di oggi, e le emergenze affrontate
all'Amedeo di Savoia nel Duemila si chiamano Sars, influenza aviaria,
febbre emorragica, esposizioni biologiche.

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